There was a time when the world was inhabited by the gods, in the space that men shared with them, the invisible  mingled with visible matter and in that sacred world, the life of every human being was meaningful. Nature was left free, although the gardener’s hand intervened from time to time to prevent them from turning into impenetrable forests. In the recesses of those untouchable places it happened to meet some simulacra, half hidden in the vegetation and in the ivy where laurel bushes sprouted (…)  There, immersed in nature and in the mystery of the sacred, men remembered their origin, the covenant with the earth was renewed. In those gardens, where the senses was gently destabilized, the gardener did not submit nature to his drawings, leaving space to the invisible and the unexpected, in his free development, nature, just guided by his hand, dialogues with the dwelling.                                                                  Today, together with the great and small divinities from the earth, poetry has also disappeared: a source without nymphs is only a spring, a tree without dryads nothing but a tree and the summit of a mountain where only mountain tops do not dwell . in our eyes, the world has no more magic …  (*) And the garden created the man of Jorn de Precy

For all the flowers lovers , the poets and dreamers ‘Slow Flowers Italy’ will be  a refreshing moment to experience a new way to discover the beuty and magic of Nature

Ci fu un tempo in cui il mondo era abitato dagli dei, nello spazio che gli uomini condividevano con loro, l’invisibile si mescolava costantemente con la materia visibile  e in quel mondo sacro, la vita di ciascun essere umano era dotata di senso.
La natura veniva lasciata in libertà, benché la mano del giardiniere intervenisse di tanto in tanto per evitare che si trasformassero in foreste impenetrabili.
Nei recessi di quei luoghi intoccabili capitava di incontrare dei simulacri, mezzo nascosti nella vegetazione e nell’edera dove spuntavano cespugli di allori, al centro delle radure si ergevano altari dedicati a dei spesso di origine etrusca, talvolta anonimi.
Là immersi nella natura e nel mistero del sacro, gli uomini si ricordavano della propria origine, il patto con la terra si rinnovava.
In quei giardini,  fatti per destabilizzare dolcemente i sensi, il giardiniere non  sottometteva la natura ai propri disegni  lasciando spazio all’invisibile e all’imprevisto, nel suo libero svilupparsi, la natura, appena guidata dalla sua mano dialoga con la dimora; lo spazio vegetale si mescola a quello dell’uomo, fino a confondersi con esso.
Oggi insieme alle divinità grandi e piccole dalla terra è scomparsa anche la poesia: una sorgente senza ninfe è solamente una sorgente, un albero senza driadi nient’altro che un albero e la vetta di una montagna dove non dimorano dèi solamente la cima di una montagna. ai nostri occhi, il mondo non ha più magia…(*)

(*) E il giardino creò l’uomo di Jorn de Precy

Per tutte quelle persone che con sguardo di filosofo scrutano il cielo e il passaggio delle nuvole, Slow Flowers potrà essere uno  spazio di condivisione e scoperta della bellezza nelle piante semplici, umili e colme di magia dei boschi e delle campagne che popolano la nostra infanzia.

Dal 29 Aprile al 1 Maggio 2017  — Podernovi, strada comunale 24 – Gaiole in Chianti

photo: Lelia Scarfiotti

con:  La Rosa CaninaLelia ScarfiottiFiori di Puscina Barone Ricasoli — Il Profumo dei FioriFlora ToscanaShhh My Darling  — Matteo CastellucciaNataly Montanari  — Chianti Garden 

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